La taurina è un amminoacido solforato coinvolto in numerose funzioni biologiche, tra cui la contrattilità cardiaca, la stabilizzazione delle membrane cellulari, la coniugazione degli acidi biliari e la funzione retinica. Nel gatto è considerata un nutriente essenziale, poiché la capacità di sintesi endogena è limitata e un apporto alimentare insufficiente può determinare gravi conseguenze cliniche, tra cui degenerazione retinica e cardiomiopatia dilatativa (DCM). Nel cane, invece, la taurina può essere sintetizzata a partire da metionina e cisteina, ma alcune razze, condizioni patologiche o particolari regimi alimentari possono favorire lo sviluppo di una carenza.
Negli ultimi anni l’interesse clinico per la misurazione della taurina è aumentato soprattutto in relazione alle forme nutrizionali di cardiomiopatia dilatativa del cane. Diversi studi hanno evidenziato come concentrazioni ridotte di taurina possano essere associate ad alterazioni cardiache reversibili dopo correzione della dieta e integrazione mirata. La valutazione della taurina ematica rappresenta quindi un utile supporto diagnostico nei soggetti con sospetta DCM, nelle razze predisposte e negli animali alimentati con diete particolari.
Nel gatto, la misurazione della taurina può essere indicata in presenza di cardiomiopatie, alterazioni retiniche o sospette problematiche nutrizionali. Nel cane, trova applicazione soprattutto nella valutazione dei pazienti con cardiomiopatia dilatativa, in alcune razze predisposte (come Golden Retriever, Cocker Spaniel e Terranova) e nei soggetti alimentati con diete che potrebbero influenzare il metabolismo degli amminoacidi solforati.
La determinazione della taurina nel sangue intero è generalmente considerata il parametro più rappresentativo delle riserve corporee dell’amminoacido, mentre il dosaggio plasmatico può risentire maggiormente di variazioni recenti della dieta.