RICKETTSIA CONORII IgM (IFAT)

In Italia sono state segnalate numerose specie di Rickettsia. Rickettsia rickettsie, agente eziologico responsabile della Febbre delle Montagne Rocciose non è mai stata riportata in Europa.  Rickettsia conorii è una delle più diffuse ed è responsabile,  insieme ad altre Rickettsie ad essa strettamente correlate,  della Febbre mediterranea bottonosa nell’uomo (zoonosi).  Il cane si infetta attraverso la morsicatura di zecca (Rhipicephalus sanguineus); la sieroprevalenza in alcune aree endemiche raggiunge il 70%.  Nella stragrande maggioranza dei casi l’infezione decorre in forma asintomatica subclinica; quando presenti i sintomi più frequentemente descritti sono ipertermia, abbattimento, disoressia, autolimitanti e della durata di alcuni giorni. Raramente sono presenti linfoadenomegalia, splenomeglia, zoppia. L’infezione acuta può associarsi a lieve anemia non rigenerativa, trombocitopenia, ipoalbuminemia, aumento della CRP.  In caso di comorbidità o immunodepressione, come nel caso di qualsiasi altra patologia infettiva, potrebbero presentarsi quadri clinici più gravi.

Quale test diagnostico scegliere e come interpretare i risultati

IF

Le IgM hanno una  specificità moderata (molti falsi positivi)  e non è consigliato utilizzarle per la diagnosi di malattia.  Le IgG vengono prodotte 10-14 giorni dopo l’infezione; il titolo tende a declinare dopo 3 mesi (anche in assenza di terapia) fino a tornare negativo ma può persistere positivo per anni. Nelle fasi iperacute della malattia il titolo può risultare negativo. Un singolo titolo positivo di IgG non consente di diagnosticare la patologia ma può semplicemente testimoniare una precedente esposizione – infezione.

Per dimostrare l’infezione acuta è necessario verificare un aumento di 3-4 diluizioni del secondo titolo di IgG rispetto al primo, a distanza di  2-3 settimane.

Esiste crossreattività tra le diverse specie di Rickettsia.

PCR

In corso di sospetta infezione in fase acuta, con ipertermia, si consiglia di eseguire la ricerca mediante PCR dal campione di sangue.

Trattamenti antibiotici in corso o precedenti al prelievo, possono dare un risultato falso negativo.

Con un risultato positivo alla PCR è possibile confermare l’infezione da Rickettsia spp.

Mentre, con un risultato negativo alla PCR non è possibile escludere al 100% l’infezione da Rickettsia spp., in quanto l’esito dell’analisi dipende dalla scelta della matrice biologica più idonea in base allo stadio dell’infezione, oppure se sono stati effettuati trattamenti antibiotici precedentemente al prelievo.

La PCR per le malattie da vettori trova il suo migliore utilizzo in combinazione con i test sierologici.