La proteinuria persistente rappresenta uno dei principali indicatori di danno renale ed è riconosciuta come un importante fattore prognostico sia nel cane sia nel gatto. Il rapporto Proteine/Creatinina urinaria (PU/CU o UPC, Urine Protein-to-Creatinine Ratio) consente di quantificare in modo affidabile la perdita di proteine nelle urine utilizzando un singolo campione, evitando la raccolta urinaria delle 24 ore.
La creatinina urinaria viene utilizzata come fattore di correzione della concentrazione delle urine, rendendo il risultato indipendente dallo stato di idratazione del paziente e dalla diluizione del campione. Per questo motivo il PU/CU rappresenta oggi il metodo di riferimento per la quantificazione della proteinuria nella pratica clinica veterinaria.
Quando richiedere il PU/CU
La determinazione del rapporto PU/CU è indicata:
- in presenza di proteinuria rilevata all’esame delle urine;
- nei pazienti con sospetta malattia renale cronica (CKD);
- nel monitoraggio delle nefropatie glomerulari;
- nella valutazione della risposta alla terapia antiproteinurica;
- come parametro prognostico nei pazienti nefropatici.
Prima dell’esecuzione del test è fondamentale escludere cause di proteinuria post-renale, quali infezioni delle vie urinarie, ematuria significativa o infiammazione del tratto urinario.
Per questo motivo il PU/CU deve sempre essere interpretato insieme all’esame completo delle urine e alla valutazione del sedimento urinario.
Un parametro diagnostico e prognostico
Il rapporto PU/CU non rappresenta soltanto uno strumento diagnostico, ma anche un importante indicatore prognostico. Numerosi studi hanno dimostrato che l’entità della proteinuria è strettamente correlata alla progressione della malattia renale cronica e alla sopravvivenza del paziente. Per questo motivo il monitoraggio seriale del PU/CU è oggi parte integrante della gestione delle nefropatie croniche.
Una recente meta-analisi pubblicata nel 2026, che ha incluso 891 cani provenienti da nove studi, ha confermato che il rapporto PU/CU rappresenta un biomarcatore affidabile della proteinuria associata alla malattia renale cronica. Gli autori evidenziano tuttavia che il parametro non deve mai essere interpretato isolatamente, poiché il suo valore può essere influenzato da infezioni delle vie urinarie, infiammazione, ematuria e modalità di raccolta del campione. L’interpretazione deve quindi essere sempre integrata con l’esame delle urine, il sedimento urinario e il quadro clinico del paziente.
Bibliografia
- Lees GE, Brown SA, Elliott J, Grauer GF, Vaden SL. Assessment and Management of Proteinuria in Dogs and Cats. J Vet Intern Med. 2005;19:377-385.
- International Renal Interest Society (IRIS). IRIS Guidelines for Staging of CKD and Proteinuria in Dogs and Cats. Ultimo aggiornamento disponibile.
- Duffy ME, Specht A, Hill RC. Comparison between urine protein:creatinine ratios of samples obtained in home and hospital settings in dogs. J Vet Intern Med. 2015;29:1029-1035.
- Couture Y, Keys D, Summers S, et al. Weekly Biological Variation of Urine Protein:Creatinine Ratio and Urine Specific Gravity in Healthy Dogs. J Vet Intern Med. 2025.
- Marzok M, et al. Diagnostic Value of Urinary Protein-to-Creatinine Ratio in Dogs with Chronic Kidney Disease: A Systematic Review and Meta-analysis. Veterinary Research Communications. 2026.