Leptospira infetta il paziente entrando attraverso le mucose le ferite cutanee o la cute macerata. La malattia è sistemica, ma gli organi più colpiti sono fegato, rene e polmone: i sintomi-segni clinici a carico di questi organi possono manifestarsi isolatamente o contemporanemente. Le manifestazioni più frequenti includono febbre, nefrite interstiziale, insufficienza renale acuta, colangioepatite, sindrome emorragica polmonare, emorragie (petecchie ecchimosi, melena, ematemesi, ematuria), vomito, diarrea, abbattimento, anoressia, ittero. Le alterazioni clinico patologiche sono numerose e riflettono il danno dell’organo o degli organi coinvolti. Tra le principali ricordiamo: iperazotemia, ittero, aumento delle transaminasi, aumento di lipasi e amilasi, aumento troponina I e CK, isostenuria o ipostenuria, proteinuria, cilindruria, glicosuria, alterazioni emostatiche (soprattutto in conseguenza a DIC), anemia non rigenerativa, leucocitosi neutrofila con o senza left shift, monocitosi, linfopenia, trombocitopenia.
Alcuni pazienti possono restare portatori – eliminatori cronici per mesi, anche se asintomatici.
Quale test diagnostico scegliere e come interpretare i risultati
MAT
Il test ricerca anticorpi prodotti nei confronti delle seguenti sierovarianti: L. Bratislava, L. Australis, L. Autumnalis, L. Icterohaemorrhagiae, L. Pomona, L. Canicola, L. Saxkoebing, L. Grippotyphosa and L. Sejroe. Esiste la possibilità di crossreattività tra le varianti. Il test non distingue anticorpi vaccinali da quelli naturali, pertanto è necesario conoscere la data dell’ultima vaccinazione e il tipo di vaccino utilizzato: gli anticorpi diretti verso le varianti contenute nel vaccino sono elevati nelle settimane successive poi il titolo tende a scendere, tuttavia possono persistere a lungo, talvolta con titoli elevati.
Dopo infezione naturale gli anticorpi persistono per circa un anno, sebbene il titolo tenda ad abbassarsi dopo circa 4 mesi.
In un animale non vaccinato con quadro clinico compatibile un singolo titolo positivo verso una o più varianti supporta la diagnosi.
Un singolo titolo positivo potrebbe corrispondere a infezione cronica, vaccinazione, precedente esposizione – infezione già risolta. Per confermare la diagnosi in corso di malattia acuta è necessario effettuare due titoli a distanza di 1-2 settimane uno dall’altro per verificare l’aumento del secondo rispetto al primo (almeno 3-4 diluizioni).
Sono possibili falsi negativi o titoli molto bassi nelle fasi iperacute della malattia, poiché gli anticorpi vengono prodotti a partire da 7-10 giorni dopo l’infezione, mentre i sintomi clinici posso essere già comparsi.
Se è stata cominciata una terapia antibiotica precoce, è possibile che la risposta anticorpale sia ridotta.
PCR
La batteriemia dura circa 9-10 giorni dall’avvenuta infezione, mentre poi si verifica batteriuria.
Nelle forme iper-acute ed acute si consiglia di analizzare il sangue.
Nelle forme sub-acute si consiglia di analizzare sangue e urine, per aumentare la possibilità di rilevare il batterio.
Con un risultato positivo alla PCR possiamo confermare l’infezione da Leptospira interrogans.
Con un risultato negativo alla PCR non possiamo escludere l’infezione da Leptospira interrogans, in quanto l’esito dell’analisi dipende dalla scelta della matrice biologica più idonea in base allo stadio dell’infezione. Trattamenti antibiotici in corso o precedenti al prelievo, possono dare un risultato falso negativo.