L’immunofenotipizzazione in citofluorimetria è una tecnica diagnostica avanzata che viene utilizzata principalmente per fenotipizzare, classificare, stadiare le neoplasie emopoietiche.
In citofluorimetria vengono indagate la morfologia e l’immunofenotipo cellulare attraverso valutazioni qualitative e quantitative (numero di cellule positive, densità antigenica). Le cellule vengono marcate e riconosciute sulla base dei loro antigeni (CD, clusters of differentiation) e ciò consente ad esempio di distinguere le cellule mieloidi da quelle linfoidi, di definire il lineage delle cellule linfoidi (B – T) e di definire lo stadio maturativo e funzionale delle cellule esaminate.
Indicazioni:
- per differenziare neoplasie linfoidi (linfomi, leucemie) da mieloidi (leucemie) (dopo aver fatto la diagnosi di neoplasia con altri test)
- per individuare il fenotipo delle neoplasie linfoidi (linfomi o leucemie) B o T( dopo aver fatto la diagnosi di neoplasia con altri test)
- utile a differenziare linfomi (CD 34 negativi) da leucemie linfoidi acute (CD 34 positive), sebbene siano possibili falsi positivi e negativi.
- per stadiare un linfoma attraverso la ricerca delle cellule neoplastiche in diversi organi (in genere sangue periferico, milza, fegato, midollo osseo)
- per classificare alcuni sottotipi di linfomi caratterizzati da fenotipi “tipici” (es linfoma T-zone), fornendo di conseguenza utili informazioni prognostiche
- utile in caso di linfocitosi persistente a differenziare una forma reattiva da una forma neoplastica
NOTA BENE: L’immunofenotipizzazione non deve essere utilizzata per fare diagnosi di neoplasia; questa deve essere ottenuta attraverso altre tecniche (esame citologico, istologico, PARR). In citofluorimetria è possibile fare diagnosi di neoplasia unicamente quando le cellule esprimono un fenotipo aberrante (cioè espongono antigeni che in condizioni normali non esprimerebbero (es. un linfocita esprime contemporaneamente CD tipici dei linfociti B e dei linfociti T). Il sospetto diagnostico di neoplasia linfoide viene supportato anche se i linfociti esaminati sono tutti dello stesso fenotipo, ma la conferma diagnostica deve comunque essere ottenuta attraverso altri test.
L’immunofenotipizzazione non è di alcuna utilità in caso di sospetto di leucemia mieloide cronica, poiché le cellule neoplastiche (es marcata leucocitosi neutrofila matura) hanno lo stesso identico fenotipo di quelle normali.
IMPORTANTE: allegare sempre dei vetrini non colorati del tessuto per il quale si richiede l’immunofenotipizzazione (sangue, linfonodi, midollo osseo, milza, fegato etc)
CDVet riferisce i campioni di citofluorimetria all’Università di Torino (Saflow)