La trasfusione rappresenta oggi uno strumento terapeutico fondamentale nella gestione dell’anemia acuta, delle coagulopatie e delle emorragie gravi. La sicurezza della procedura dipende però dalla corretta compatibilità immunologica tra donatore e ricevente.
Nel cane sono attualmente riconosciuti sette principali gruppi sanguigni, identificati come DEA (Dog Erythrocyte Antigen): DEA 1, DEA 3, DEA 4, DEA 5, DEA 6, DEA 7 e DEA 8. Negli ultimi anni è stato inoltre descritto il sistema Dal, che ha ulteriormente ampliato le conoscenze della medicina trasfusionale veterinaria.
Tra tutti gli antigeni eritrocitari, DEA 1 rappresenta il più immunogeno e il più importante dal punto di vista clinico. Le precedenti classificazioni DEA 1.1 e DEA 1.2 sono oggi considerate differenti livelli di espressione dello stesso antigene.
La prevalenza del DEA 1 varia in funzione della razza, ma mediamente il 40-70% dei cani risulta DEA 1 positivo.
Sebbene il DEA 1 rappresenti il principale antigene da determinare prima di una trasfusione, altri antigeni possono influenzarne la sicurezza.
I sistemi DEA 3, DEA 5 e DEA 7 possono essere associati alla presenza di anticorpi naturali e causare reazioni emolitiche ritardate, caratterizzate da una più rapida eliminazione delle emazie trasfuse piuttosto che da una grave emolisi acuta.
Anche DEA 4, presente nella maggior parte dei cani, e il più recentemente identificato Dal sono oggi considerati antigeni clinicamente rilevanti, essendo stati coinvolti in casi di reazioni trasfusionali emolitiche. Studi recenti hanno inoltre evidenziato che la prevalenza di questi antigeni può variare tra le diverse popolazioni canine e tra le razze.
Il ruolo del cross-match
Le più recenti evidenze scientifiche dimostrano che la sola tipizzazione DEA 1 non è sempre sufficiente a garantire la completa compatibilità trasfusionale.
Il cross-match permette infatti di evidenziare incompatibilità verso antigeni eritrocitari differenti dal DEA 1, compresi quelli meno comuni o recentemente identificati. Per questo motivo è considerato un passaggio fondamentale nei pazienti già trasfusi e nei soggetti candidati a trasfusioni ripetute.
L’associazione tra tipizzazione DEA 1 e cross-match rappresenta oggi l’approccio più sicuro per ridurre il rischio di reazioni trasfusionali e massimizzare la sopravvivenza delle emazie trasfuse.