Le otiti esterne rappresentano una delle patologie più frequenti nella pratica clinica veterinaria. L’identificazione dell’agente eziologico responsabile è fondamentale per impostare una terapia mirata e limitare l’impiego empirico degli antimicrobici.
L’esame colturale del tampone auricolare consente di isolare e identificare i microrganismi coinvolti nelle infezioni del condotto uditivo esterno e, quando indicato, di valutarne la sensibilità agli antibiotici mediante antibiogramma.
Quando richiedere l’esame colturale
L’esame colturale dovrebbe essere preceduto da una valutazione citologica del materiale auricolare, considerata il primo approccio diagnostico nelle otiti esterne.
L’esame citologico permette di:
- valutare la presenza e l’entità della risposta infiammatoria;
- identificare lieviti del genere Malassezia;
- evidenziare la presenza di batteri cocchi o bastoncelli;
- orientare la scelta degli approfondimenti diagnostici successivi.
L’esame colturale è particolarmente indicato in presenza di:
- flogosi neutrofilica associata a batteri;
- otiti croniche o recidivanti;
- mancata risposta alle terapie antibiotiche empiriche;
- sospetto di infezioni sostenute da batteri multiresistenti;
- presenza citologica di batteri bastoncellari.
Principali agenti batterici isolati
I microrganismi più frequentemente coinvolti nelle infezioni auricolari del cane, del gatto e del coniglio comprendono:
Batteri Gram-positivi
- Staphylococcus pseudintermedius
- Staphylococcus aureus
- Streptococcus spp.
Batteri Gram-negativi
- Pseudomonas aeruginosa
- Proteus mirabilis
- Escherichia coli
- Klebsiella spp.
Tra questi, Pseudomonas aeruginosa rappresenta uno degli agenti più problematici per la frequente presenza di resistenze multiple agli antimicrobici.
Antibiogramma e terapia antimicrobica
Quando vengono isolati batteri potenzialmente patogeni, viene eseguito l’antibiogramma per determinare il profilo di sensibilità ai principali antibiotici utilizzati nella pratica veterinaria.
L’interpretazione dei risultati viene effettuata secondo gli standard internazionali CLSI (Clinical and Laboratory Standards Institute) ed EUCAST (European Committee on Antimicrobial Susceptibility Testing), consentendo al clinico di selezionare il trattamento più appropriato e favorendo un utilizzo responsabile degli antimicrobici.
Campionamento
Per garantire la qualità del risultato è fondamentale eseguire un corretto prelievo del campione:
- utilizzare materiale sterile;
- evitare contaminazioni ambientali o cutanee;
- prelevare il materiale dal tratto più profondo possibile del condotto uditivo esterno;
- effettuare il campionamento prima dell’inizio della terapia antibiotica, quando possibile.