EPILESSIA GIOVANILE (JE)

L’epilessia giovanile (Juvenile Epilepsy, JE), nota anche come epilessia giovanile familiare benigna (Benign Familial Juvenile Epilepsy, BFJE), è una malattia neurologica ereditaria descritta nel Lagotto Romagnolo, caratterizzata dalla comparsa di crisi epilettiche e disturbi neurologici nelle prime settimane di vita.

La patologia è associata al gene LGI2 ed è classificata come OMIA:001596-9615 – Epilepsy, benign familial juvenile, LGI2-related, Canis lupus familiaris.

Una caratteristica peculiare della malattia è il suo decorso generalmente transitorio: le manifestazioni iniziano tipicamente intorno alle 5–9 settimane di età e nella maggior parte dei soggetti regrediscono spontaneamente entro circa 4 mesi.

Manifestazioni cliniche

La sintomatologia compare nei cuccioli durante le prime settimane di vita e presenta una notevole variabilità individuale.

Le principali manifestazioni possono comprendere:

  • crisi epilettiche focali;
  • tremori;
  • atassia e incoordinazione motoria;
  • ipermetria;
  • rigidità;
  • alterazioni dell’equilibrio;
  • difficoltà nella deambulazione e cadute.

Le crisi possono essere lievi e manifestarsi prevalentemente con tremori e alterazioni dell’andatura oppure presentarsi con una sintomatologia neurologica più evidente. Nei soggetti studiati sono state documentate anche alterazioni epilettiformi all’elettroencefalogramma.

A differenza di molte altre epilessie ereditarie, la JE del Lagotto Romagnolo presenta generalmente una remissione spontanea con la crescita. L’esordio avviene intorno alle 5–9 settimane e la sintomatologia tende a scomparire entro 8–13 settimane o comunque entro circa 4 mesi di età.

Gene coinvolto

Il gene coinvolto è LGI2 (Leucine-Rich Glioma-Inactivated 2).

LGI2 codifica una proteina secreta espressa nel sistema nervoso e coinvolta nei meccanismi che regolano la stabilità dell’attività neuronale e la trasmissione sinaptica durante lo sviluppo cerebrale.

LGI2 interagisce con recettori della famiglia ADAM e svolge un ruolo particolarmente importante nelle prime fasi dello sviluppo postnatale del cervello. La sua espressione è elevata nel periodo che precede la maturazione delle reti neuronali; successivamente, alcune funzioni correlate alla stabilizzazione dell’attività neuronale vengono progressivamente assunte da LGI1. Questo andamento temporale è stato proposto come spiegazione della caratteristica remissione spontanea delle crisi con la crescita.

Modalità di trasmissione

La genetica della JE del Lagotto Romagnolo presenta una particolarità importante.

La malattia è tradizionalmente gestita nei programmi di selezione come autosomica recessiva, ma i dati scientifici mostrano una penetranza incompleta e un’espressione non perfettamente mendeliana. OMIA riporta che circa il 93% dei soggetti clinicamente affetti studiati era omozigote per la variante, mentre una piccola percentuale di soggetti eterozigoti presentava manifestazioni cliniche; inoltre, alcuni soggetti omozigoti non sviluppavano crisi.

Il genotipo deve quindi essere interpretato considerando la penetranza incompleta della variante LGI2 e non come una corrispondenza assoluta tra genotipo e manifestazione clinica.

Razze coinvolte

Lagotto Romagnolo

La variante di LGI2 associata alla JE è stata identificata nel Lagotto Romagnolo e risulta specifica della razza nella popolazione studiata. La ricerca della variante in cani appartenenti a numerose altre razze, compresi soggetti con epilessia giovanile o dell’adulto, non ha evidenziato la stessa alterazione.

Perché eseguire il test genetico

Il test genetico permette di identificare la variante di LGI2 associata all’epilessia giovanile del Lagotto Romagnolo.

L’analisi consente di:

  • identificare i soggetti portatori della variante;
  • individuare i soggetti omozigoti per la variante;
  • supportare il percorso diagnostico nei cuccioli con crisi epilettiche, tremori, atassia o alterazioni della coordinazione;
  • identificare la variante nelle linee familiari nelle quali siano stati osservati casi di epilessia giovanile;
  • programmare gli accoppiamenti sulla base del genotipo;
  • ridurre il rischio di nascita di cuccioli che sviluppino la malattia.

L’interpretazione del risultato deve tenere conto della penetranza incompleta: il genotipo associato alla malattia non determina necessariamente la comparsa di manifestazioni cliniche in tutti i soggetti. Analogamente, un risultato negativo per la specifica variante LGI2 non esclude altre forme genetiche o acquisite di epilessia.

Bibliografia

  • OMIA – Epilepsy, benign familial juvenile, LGI2-related. OMIA:001596-9615, Canis lupus familiaris, gene LGI2.
  • Seppälä EH, Jokinen TS, Fukata M, et al. LGI2 truncation causes a remitting focal epilepsy in dogs. PLoS Genetics. 2011;7(7):e1002194. PMID: 21829378.