L’emofilia A è una malattia emorragica ereditaria causata da una carenza o da una ridotta attività del fattore VIII della coagulazione (FVIII). Nel cane è associata a varianti del gene F8, localizzato sul cromosoma X, ed è una delle più importanti coagulopatie ereditarie.
Il riferimento è OMIA:000437-9615 – Haemophilia A, Canis lupus familiaris, gene F8. La malattia presenta una trasmissione recessiva legata al cromosoma X.
Il deficit di fattore VIII compromette la normale formazione del coagulo e determina una marcata predisposizione alle emorragie, spontanee o conseguenti a traumi e procedure chirurgiche. La gravità del quadro clinico è correlata soprattutto all’attività residua del fattore VIII.
Manifestazioni cliniche
Le manifestazioni possono variare da forme relativamente lievi a forme caratterizzate da emorragie severe e potenzialmente fatali.
I principali segni comprendono:
- sanguinamenti spontanei o prolungati;
- ematomi ed emorragie nei tessuti molli;
- emorragie articolari (emartro) con dolore e zoppia;
- sanguinamenti prolungati dopo traumi;
- emorragie dopo interventi chirurgici;
- sanguinamento eccessivo dopo la perdita dei denti decidui o dopo estrazioni dentarie;
- emorragie nelle cavità corporee;
- anemia secondaria alla perdita di sangue nei casi più gravi.
Dal punto di vista laboratoristico, il quadro è caratterizzato tipicamente da marcato prolungamento del tempo di tromboplastina parziale attivata (aPTT) associato a una ridotta attività del fattore VIII.
Gene coinvolto
Il gene coinvolto è F8 (Coagulation Factor VIII).
F8 codifica il fattore VIII della coagulazione, una glicoproteina essenziale per il corretto funzionamento della via intrinseca della coagulazione. Nella sua forma attivata, il fattore VIII agisce come cofattore del fattore IXa e favorisce l’attivazione del fattore X, contribuendo alla successiva generazione di trombina e alla formazione di un coagulo stabile.
Le alterazioni di F8 possono determinare una produzione insufficiente o una perdita di funzionalità del fattore VIII, compromettendo la capacità dell’organismo di arrestare efficacemente un’emorragia.
Nel cane sono state identificate numerose varianti differenti di F8, comprese sostituzioni, delezioni, inserzioni e riarrangiamenti genomici. Varianti diverse possono essere responsabili della malattia in razze o linee familiari differenti.
Modalità di trasmissione
L’emofilia A presenta una modalità di trasmissione:
Recessiva legata al cromosoma X (X-linked recessive).
La malattia interessa quindi prevalentemente i maschi, che possiedono un solo cromosoma X. Un maschio che eredita un cromosoma X contenente una variante patogena di F8 manifesta la malattia.
Le femmine eterozigoti sono generalmente portatrici e possono trasmettere la variante alla progenie. In alcune circostanze, tuttavia, una femmina portatrice può presentare una riduzione dell’attività del fattore VIII e manifestazioni emorragiche di entità variabile.
Sono possibili, sebbene molto più rare, anche femmine geneticamente affette. OMIA documenta, ad esempio, una femmina di Pastore Tedesco omozigote per una variante di F8 con una forma lieve di emofilia A.
Razze coinvolte
Le varianti del gene F8 analizzate per l’Emofilia A (carenza del fattore VIII) sono associate alle seguenti razze:
- Border Collie
- Labrador Retriever
- Old English Sheepdog
- German Shepherd Dog
- Boxer
La razza associata al singolo test deve pertanto essere riferita alla specifica variante F8 analizzata, poiché un test sviluppato per una determinata variante non identifica necessariamente le altre alterazioni del gene responsabili di emofilia A.
Perché eseguire il test genetico
Il test genetico permette di identificare la specifica variante del gene F8 associata all’emofilia A nella razza o nella linea familiare interessata.
L’analisi consente di:
- identificare i maschi geneticamente affetti;
- individuare le femmine portatrici, che possono essere clinicamente asintomatiche;
- supportare il percorso diagnostico nei soggetti con sanguinamenti anomali e ridotta attività del fattore VIII;
- identificare la variante nelle linee familiari in cui siano stati segnalati soggetti affetti;
- programmare correttamente gli accoppiamenti;
- ridurre il rischio di trasmissione della malattia alla progenie.
Poiché l’emofilia A canina presenta una significativa eterogeneità genetica, un risultato negativo indica l’assenza della specifica variante F8 analizzata, ma non esclude altre varianti del gene F8. Questa distinzione è particolarmente importante: anche all’interno della stessa razza possono esistere cause genetiche differenti di deficit del fattore VIII. Nel Labrador Retriever, ad esempio, uno studio recente ha identificato una variante F8 in una famiglia affetta, mentre un secondo pedigree con ridotta attività del FVIII non presentava quella stessa variante.
Bibliografia
- OMIA – Haemophilia A. OMIA:000437-9615, Canis lupus familiaris, gene F8.
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