CHIMICA URINARIA (NA, K, CL, CA, P, UREA, CREA, ACIDI BILIARI)

La determinazione di sodio (Na), potassio (K), cloro (Cl), calcio (Ca), fosforo (P), urea, creatinina e acidi biliari nelle urine rappresenta un importante approfondimento diagnostico nella valutazione della funzione renale e dell’equilibrio idro-elettrolitico.

A differenza delle concentrazioni sieriche, che riflettono l’omeostasi sistemica, la misurazione di questi analiti nelle urine consente di studiare la capacità del rene di filtrare, riassorbire ed eliminare acqua e soluti, fornendo informazioni sulla funzionalità tubulare e sui meccanismi di adattamento dell’organismo.

L’esame trova applicazione in numerose condizioni cliniche, tra cui:

  • insufficienza renale acuta e cronica;
  • poliuria e polidipsia;
  • alterazioni elettrolitiche;
  • monitoraggio della fluidoterapia;
  • sospette tubulopatie;
  • urolitiasi e disturbi del metabolismo minerale;
  • valutazione di alcune patologie epatiche attraverso il dosaggio degli acidi biliari urinari.

L’interpretazione dei risultati non deve basarsi sul singolo parametro, ma essere integrata con creatininemia, SDMA, peso specifico urinario, sedimento urinario e quadro clinico. In particolare, il rapporto tra la concentrazione urinaria degli elettroliti e quella della creatinina permette di ridurre l’influenza della diluizione urinaria e rende la valutazione più accurata.

Negli ultimi anni, la determinazione degli elettroliti urinari e il calcolo delle relative frazioni di escrezione hanno assunto un ruolo crescente nella medicina veterinaria, consentendo di distinguere alterazioni prerenali, renali e post-renali, identificare precocemente danni tubulari e monitorarne l’evoluzione nel tempo.

Per ottenere risultati affidabili è consigliabile utilizzare un campione di urine raccolto preferibilmente mediante cistocentesi o mitto intermedio e analizzarlo nel più breve tempo possibile o conservarlo refrigerato fino all’esecuzione dell’esame.

Quando richiedere l’esame

La chimica urinaria è indicata nei pazienti con:

  • insufficienza renale acuta o cronica;
  • poliuria e polidipsia;
  • alterazioni del sodio, potassio, calcio o fosforo sierici;
  • sospette tubulopatie;
  • monitoraggio della terapia diuretica o della fluidoterapia;
  • nefropatie con perdita di proteine;
  • urolitiasi o alterazioni del metabolismo minerale.

Bibliografia

  • IRIS (International Renal Interest Society). Guidelines for Diagnosis and Management of Kidney Disease. Ultima revisione.
  • Lees GE, Brown SA, Elliott J, Grauer GF, Vaden SL. Assessment and management of proteinuria in dogs and cats. J Vet Intern Med.
  • Hokamp JA, Nabity MB. Renal biomarkers in domestic species. Vet Clin Pathol. 2016.
  • Bartges JW. Urinary tract disorders and urinalysis in dogs and cats. Vet Clin North Am Small Anim Pract.
  • Nabity MB, Syme HM. Evaluation of renal tubular function in dogs and cats. Vet Clin North Am Small Anim Pract.