CARDIOMIOPATIA DILATATIVA DCM 2 (TITIN)

La Cardiomiopatia Dilatativa DCM2 è una forma di predisposizione genetica alla cardiomiopatia dilatativa descritta nel Dobermann Pinscher e associata a una variante del gene TTN (Titin).

La cardiomiopatia dilatativa è caratterizzata dalla progressiva dilatazione delle camere cardiache e dalla riduzione della capacità contrattile del miocardio. La malattia può evolvere verso insufficienza cardiaca congestizia, aritmie ventricolari e morte improvvisa.

Nel 2019 è stata identificata una variante del gene TTN associata a un aumento del rischio di DCM in una popolazione di Dobermann. Tuttavia, studi successivi non hanno confermato tale associazione in altre popolazioni della razza, suggerendo che la DCM del Dobermann sia una malattia geneticamente complessa nella quale la variante TTN rappresenta un possibile fattore di suscettibilità piuttosto che una causa diretta della malattia.

Manifestazioni cliniche

I principali segni clinici comprendono:

  • riduzione della contrattilità cardiaca;
  • dilatazione del ventricolo sinistro;
  • aritmie ventricolari;
  • intolleranza all’esercizio;
  • affaticamento;
  • sincope;
  • insufficienza cardiaca congestizia;
  • morte cardiaca improvvisa.

Molti soggetti rimangono clinicamente silenti per lungo tempo, rendendo fondamentale il monitoraggio cardiologico periodico.

Gene coinvolto

La DCM2 è associata a una variante del gene TTN (Titin).

La titina è la più grande proteina strutturale del muscolo striato e rappresenta un elemento fondamentale del sarcomero, l’unità contrattile della fibra muscolare cardiaca. Essa contribuisce alla stabilità meccanica del miocardio, mantiene l’allineamento dei filamenti contrattili e conferisce elasticità al muscolo cardiaco durante i cicli di contrazione e rilassamento.

Alterazioni della titina possono compromettere la normale funzione meccanica del cuore e favorire lo sviluppo della cardiomiopatia dilatativa. Nell’uomo, varianti patogenetiche del gene TTN rappresentano una delle cause genetiche più frequenti di DCM. Nel cane, invece, la variante descritta nel Dobermann è considerata un possibile fattore di rischio e il suo ruolo patogenetico rimane ancora oggetto di studio.

Modalità di trasmissione

Predisposizione genetica con modalità autosomica dominante a penetranza incompleta (associazione non definitivamente confermata).

 

Genotipo Significato
N/N Nessuna variante TTN rilevata
N/Mut Maggiore predisposizione genetica
Mut/Mut Maggiore predisposizione genetica

 

La presenza della variante non permette di prevedere con certezza lo sviluppo della cardiomiopatia né la sua gravità clinica.

Razze coinvolte

Secondo la letteratura scientifica e OMIA, la variante è stata descritta principalmente nel:

  • Dobermann Pinscher

Ad oggi non esistono evidenze sufficienti per estendere l’associazione ad altre razze canine.

Perché eseguire il test genetico

Il test genetico consente di identificare i soggetti portatori della variante TTN associata a un aumento della predisposizione alla cardiomiopatia dilatativa.

Il risultato può essere utile per:

  • identificare soggetti potenzialmente predisposti;
  • programmare controlli cardiologici periodici (ecocardiografia e monitoraggio Holter);
  • supportare le decisioni riproduttive;
  • integrare il quadro clinico con altri fattori genetici e anamnestici.

Il test non rappresenta uno strumento diagnostico e deve essere interpretato insieme alla valutazione clinica e cardiologica.

Bibliografia

  • Meurs KM, et al. Genome-wide association study identifies a candidate variant in TTN associated with dilated cardiomyopathy in the Doberman Pinscher. PLoS ONE. 2019.
  • Niskanen J, et al. Genome-wide analyses redefine the genetic landscape of Doberman dilated cardiomyopathy. 2023.
  • OMIA – Cardiomyopathy, dilated (DCM).