La diagnosi della malattia di Lyme nel cane è molto complessa, a causa dei meccanismi patogenetici della malattia, della cinetica anticorpale e della scarsa accuratezza dei test disponibili. Secondo i Consensus ACVIM pubblicati nel 2007 e nel 2018, la Borreliosi canina decorre in forma asintomatica nella stragrande maggioranza dei casi (95% dei casi); raramente si associa a poliartrite neutrofilica, febbre, anoressia, abbattimento, soprattutto nei cuccioli. Una associazione definitiva con nefropatia non è certa, soprattutto poiché non è possibile riprodurre sperimentalmente la malattia; probabilmente l’infezione naturale si verifica in presenza di comorbidità, predisposizione di alcune razze, presenza di particolari ceppi di Borrelia, stato del sistema immunitario. La nefropatia si manifesta come glomerulonefrite da immunocomplessi, associata talvolta a trombocitopenia.
Quale test diagnostico scegliere e come interpretare i risultati
IFAT
Gli anticorpi compaiono 5-8 settimane dopo l’infezione, molto prima della comparsa dei sintomi. Il test non distingue gli anticorpi vaccinali da quelli naturali. Un titolo positivo dimostra esclusivamente la presenza di anticorpi che possono persistere mesi o anni, non si associa necessariamente alla presenza di malattia né alla sua possibile comparsa in futuro; in considerazione del fatto che gli eventuali sintomi compaiono mesi dopo l’infezione non è utile misurare due titoli a distanza di 2-3 settimane (sieroconversione). L’entità del titolo non correla con la malattia. Esiste la possibilità di cross-reattività con altre spirochete (es Leptospira).
PCR
Secondo i recenti Consensus ACVIM pubblicati nel 2007 e nel 2018 l’uso della PCR per il rilevamento dell’infezione da Borrelia ha una sensibilità molto bassa.
La PCR è possibile utilizzarla per la ricerca della Borrelia da liquido sinoviale, tuttavia, con sensibilità della metodica bassa.