ATROFIA RETINICA PROGRESSIVA (RCD3-PRA)

L’Atrofia Retinica Progressiva (RCD3-PRA), nota anche come Rod-Cone Dysplasia 3 (RCD3), è una malattia ereditaria della retina caratterizzata da una precoce degenerazione dei fotorecettori. A differenza delle forme di atrofia retinica progressiva a esordio tardivo, la degenerazione inizia durante lo sviluppo della retina e determina una progressiva perdita della funzione visiva.

La malattia interessa inizialmente i bastoncelli, responsabili della visione in condizioni di scarsa illuminazione, e successivamente coinvolge anche i coni, determinando una progressiva riduzione della vista fino alla cecità. Nei soggetti affetti, le alterazioni retiniche sono presenti già nei primi mesi di vita, anche se la comparsa dei segni clinici può variare tra le razze.

Manifestazioni cliniche

I principali segni clinici comprendono:

  • difficoltà visiva in condizioni di scarsa illuminazione (nictalopia);
  • progressiva riduzione della vista diurna;
  • ridotta risposta all’elettroretinografia (ERG) già nelle prime fasi della malattia;
  • aumento della riflettività tapetale;
  • attenuazione dei vasi retinici;
  • progressiva evoluzione verso la cecità.

La progressione della malattia è bilaterale e progressiva, con velocità variabile a seconda della razza.

Gene coinvolto

La RCD3-PRA è causata da mutazioni del gene PDE6A (Phosphodiesterase 6A), che codifica per la subunità α della fosfodiesterasi cGMP-specifica dei bastoncelli retinici.

Questa proteina svolge un ruolo fondamentale nella fototrasduzione, il processo attraverso il quale la luce viene convertita in impulso nervoso. La mutazione determina un accumulo patologico di cGMP all’interno dei fotorecettori, con conseguente alterazione della loro funzione e progressiva degenerazione. Anche nell’uomo mutazioni di PDE6A sono responsabili di alcune forme di retinite pigmentosa autosomica recessiva.

Modalità di trasmissione

Autosomica recessiva.

I soggetti affetti ereditano due copie mutate del gene, una da ciascun genitore.

Genotipo Significato
N/N Cane sano
N/Mut Portatore sano
Mut/Mut Cane affetto

L’accoppiamento tra due portatori comporta, per ogni cucciolo:

  • 25% di probabilità di essere affetto;
  • 50% di probabilità di essere portatore sano;
  • 25% di probabilità di essere geneticamente sano.

Razze coinvolte

La mutazione è stata descritta nelle seguenti razze:

  • Cardigan Welsh Corgi
  • Chinese Crested Dog
  • Bassotto Tedesco a Pelo Duro (Standard Wire-haired Dachshund)

Perché eseguire il test genetico

Il test genetico consente di identificare i soggetti portatori della mutazione responsabile della malattia, permettendo di pianificare accoppiamenti consapevoli e di ridurre la diffusione della variante nelle razze predisposte.

Poiché la malattia è a trasmissione autosomica recessiva e le alterazioni retiniche iniziano precocemente, il test rappresenta uno strumento fondamentale sia per la selezione riproduttiva sia per la diagnosi nei soggetti con segni di perdita progressiva della vista.

Bibliografia

  • Petersen-Jones SM, Entz DD, Sargan DR. cGMP phosphodiesterase-α mutation causes progressive retinal atrophy in the Cardigan Welsh Corgi dog. Investigative Ophthalmology & Visual Science. 1999.
  • OMIA – Rod-cone dysplasia 3 (PDE6A-related).
  • Mowat FM, Iwabe S, Aguirre GD, Petersen-Jones SM. Consensus guidelines for nomenclature of companion animal inherited retinal disorders. Veterinary Ophthalmology. 2024