ANGIOSTRONGYLUS VASORUM Ag

Il quadro clinico in corso di angiostrongilosi è molto variabile, potendo la malattia decorrere in forme da subcliniche a gravi o letali, iperacute, acute o croniche; quando presenti i segni-sintomi clinici possono essere numerosi e aspecifici: cardiopolmonari (tosse, dispnea), coagulativi, (epistassi, ecchimosi, petecchie, altri sanguinamenti), neurologici (paralisi-paresi, atassia, convulsioni), gastrointestinali, oculari.  Le alterazioni di laboratorio possono essere assenti o includere anemia non rigenerativa, piastrinopenia, eosinofilia, aumento delle beta-globuline, alterazioni dei parametri coagulativi, ipercalcemia.

Quale test diagnostico scegliere e come interpretare i risultati

TEST ANTIGENICO IMMUNOCROMATOGRAFICO

Il test diventa positivo dopo 2-4 mesi dall’infezione; ha elevata specificità (non sono riportate cross-reattività) ma sensibilità moderata (sono possibili falsi negativi). Per questa ragione se il sospetto di malattia è elevato ma il test viene negativo è opportuno utilizzare altri test quali il test di Baermann su triplice raccolta o la PCR su lavaggio bronco alveolare.

È possibile utilizzare il test anche per verificare la negativizzazione, effettuando un prelievo a partire da 4-7 settimane dopo la fine della terapia.

LAVAGGIO BRONCOALVEOLARE

È possibile osservare le larve di angiostrongilo circa 60-70 giorni dopo l’infestazione. Il test è molto sensibile e specifico (in particolare se associato a PCR) e può essere utilizzato quando gli altri test su feci o siero sono negativi ma il sospetto di malattia resta elevato.

PCR

La ricerca mediante PCR per il rilevamento dell’angiostrongilo è possibile su diverse matrici biologiche, in quanto il parassita in base alla sua fase di sviluppo potrebbe essere presente in diversi organi del cane.

La matrice biologica più sensibile per eseguire la PCR è il lavaggio bronco-alveolare, tuttavia, sono riportati in letteratura anche rilevamenti del parassita nei campioni di feci e sangue.