Anaplasma platys è responsabile di una forma di trombocitopenia ciclica, che si verifica ogni 10-14 giorni inizialmente severa, che col passare del tempo ad ogni ciclo diventa meno grave. La malattia clinica è caratterizzata da letargia, anoressia, petecchie, febbre, linfoadenomegalia, ecchimosi o sanguinamenti spontanei (es. epistassi), specialmente durante la fase acuta, quando la conta piastrinica può essere molto bassa. La malattia può decorrere in forma subclinica ma in rari casi si manifesta con quadri gravi e letali.
Quale test diagnostico scegliere e come interpretare i risultati
ESAME DELLO STRISCIO DI SANGUE PERIFERICO
Nel corso della fase acuta è possibile osservare le morule all’interno delle piastrine, sebbene la sensibilità della ricerca sia piuttosto bassa (numerosi falsi negativi), anche a causa della grave trombocitopenia spesso presente: non evidenziare le morule non consente di escludere la malattia.
IFAT
Non esiste un test sierologico specifico in IF per la diagnosi di Anaplasma platys. I test rapidi in-house non differenziano gli anticorpi prodotti in seguito a infezione da A. platys o A. phagocytophilum; anche il test IF per A. phagocytophilum rileva in modo incostante anche gli anticorpi per A. platys (cross-reattività).
PCR
Anaplasma platys può essere rilevato mediante PCR in pazienti con infezione in fase acuta direttamente da campioni di sangue, purchè non sia stata già iniziata la terapia antibiotica.
Nel caso in cui il cane presenti segni clinici compatibili e con un risultato positivo alla PCR è possibile fare diagnosi di infezione da Anaplasma platys.
In un paziente con sintomi clinici ed una PCR negativa eseguita su sangue, la malattia risulta estremamente improbabile, data l’elevata sensibilità del test nel corso delle forme acute.
Tuttavia, nelle forme subcliniche o croniche le batteriemie possono essere molto basse e al di sotto del limite di rilevamento della metodica (possibili falsi negativi). La ricerca su aspirato splenico o midollare in queste fasi della malattia aumenta la sensibilità del test. La terapia antibiotica elimina la batteriemia in 1-2 giorni, pertanto, si consiglia di non effettuare la PCR su un paziente già in terapia.