ANAPLASMA PHAGOCYTOPHILUM IgG (IFAT)

L’anaplasmosi causata da Anaplasma phagocytophilum si manifesta in forma acuta con zoppia, dolori articolari, febbre, letargia e anoressia. La maggior parte dei cani infetti presenta sintomi dopo uno/sette giorni dall’infezione; in alcuni casi i sintomi possono essere molto lievi oppure assenti (forma subclinica). Segni clinici meno comuni includono vomito, diarrea, tosse e respiro affannoso e raramente sono stati segnalati segni neurologici. In assenza di terapia antibiotica l’infezione può talvolta diventare persistente con decorso subclinico, sebbene siano riportate in rari casi forme immunomediate secondarie all’infezione cronica. Le alterazioni clinicopatologiche più comuni della fase acuta sono piastrinopenia, lieve moderata anemia non rigenerativa, aumento degli enzimi epatici, iperbilirubinemia.

Quale test diagnostico scegliere e come interpretare i risultati

ESAME DELLO STRISCIO DI SANGUE PERIFERICO

Nel corso della fase acuta è abbastanza frequente osservare le morule nei granulociti neutrofili, sebbene la sensibilità della ricerca sia soltanto moderata (numerosi falsi negativi): non evidenziare le morule non consente di escludere la malattia.

IF

Un singolo titolo positivo, sia che il cane sia clinicamente sano sia che presenti una sintomatologia compatibile (ma ricordiamoci che può essere aspecifica) ci dice semplicemente che il nostro paziente è stato in passato esposto all’infezione. Dopo l’infezione i titoli possono persistere a vita, in genere si abbassano dopo la guarigione e rimangono bassi, ma talvolta possono restare alti.

Nel caso in cui il paziente manifesti la patologia in fase acuta, è sempre indispensabile per ottenere la diagnosi effettuare due titoli: il primo alla presentazione, durante la fase acuta, e il secondo a distanza di 2-3 settimane. Per interpretare correttamente i risultati dei test ricordiamo che:

  •     nel caso in cui il primo titolo sia misurato in una fase iperacuta è possibile che questo venga negativo o basso, perché la produzione delle IgG comincia 8-12 giorni (circa) dopo l’infezione e talvolta dopo che sono comparsi sintomi clinici.
  •     un primo titolo negativo in un cane che presenta la sintomatologia da molti giorni ci consente con elevata probabilità di escludere la malattia
  •     per dimostrare che A. phagocytophilum è responsabile del quadro clinico devo verificare un aumento di 3-4 diluizioni del secondo titolo misurato 2-3 settimane dopo il primo (es. 1:80 il primo, 1:640 o 1:1280 il secondo). NB: Iniziare dopo il primo titolo la terapia antibiotica non arresta la risposta anticorpale; una terapia cortisonica immunosoppressiva potrebbe invece sopprimerla.
  •     un primo titolo molto elevato in presenza di un quadro clinico e clinico-patologico suggestivi aumenta dimolto la probabilità di malattia, ma non consente di diagnosticarla con certezza (poiché titoli elevati possono persistere anche anni dopo l’infezione)

PCR

In corso di sospetta infezione in fase acuta si consiglia di eseguire la ricerca mediante PCR dal campione di sangue, purchè non sia stata già iniziata la terapia antibiotica.

Nel caso in cui il cane presenti segni clinici compatibili e con un risultato positivo alla PCR è possibile fare diagnosi di infezione da Anaplasma phagocytophilum.

In un paziente con sintomi clinici ed una PCR negativa eseguita su sangue, la malattia risulta estremamente improbabile, data l’elevata sensibilità del test nel corso delle forme acute.

Nelle forme subcliniche o croniche le batteriemie possono essere molto basse e al di sotto del limite di rilevamento della metodica (possibili falsi negativi). La ricerca su aspirato splenico o midollare in queste fasi della malattia aumenta la sensibilità del test.  La terapia antibiotica elimina la batteriemia in 1-2 giorni, pertanto, si consiglia di non effettuare la PCR su un paziente già in terapia.