Lo stress ossidativo rappresenta un meccanismo patogenetico comune a numerose malattie infiammatorie, infettive, metaboliche e tossicologiche. La produzione eccessiva di specie reattive dell’ossigeno (ROS) può infatti determinare danni a membrane cellulari, proteine e lipidi, contribuendo alla progressione della malattia.
Tra i sistemi di difesa dell’organismo contro questi fenomeni riveste particolare importanza la Paraoxonasi-1 (PON-1), un enzima prodotto dal fegato e associato alle lipoproteine HDL. Grazie alla sua attività antiossidante, la PON-1 contribuisce a limitare i processi di ossidazione lipidica e a proteggere i tessuti dagli effetti dannosi dei radicali liberi.
Numerosi studi hanno dimostrato che l’attività sierica della PON-1 tende a diminuire in presenza di processi infiammatori e condizioni caratterizzate da aumentato stress ossidativo. Per questo motivo il dosaggio della PON-1 può fornire informazioni aggiuntive sullo stato biologico del paziente, integrando i risultati ottenuti con gli altri esami di laboratorio.
Riduzioni significative dell’attività enzimatica sono state descritte in diverse patologie del cane e del gatto, tra cui diabete mellito, epatopatie, insufficienza renale e alcune intossicazioni. In particolare, la PON-1 riveste interesse nelle esposizioni a composti organofosforici, verso i quali possiede una naturale attività detossificante.
L’utilità clinica di questo biomarcatore è stata inoltre documentata in alcune importanti malattie infettive. Nel cane con leishmaniosi e nel gatto affetto da Peritonite Infettiva Felina (FIP) sono stati osservati valori significativamente ridotti rispetto ai soggetti sani, confermando il legame tra infiammazione sistemica, stress ossidativo e diminuzione dell’attività della PON-1.
La valutazione della PON-1 può quindi rappresentare un valido supporto nella caratterizzazione del paziente, contribuendo a identificare condizioni associate a squilibrio ossidativo e fornendo informazioni complementari ai tradizionali marker di infiammazione.