Le Anomalie Comportamentali rappresentano una rara condizione ereditaria descritta nel Malinois Belga, caratterizzata da alterazioni del comportamento che possono compromettere la normale interazione con l’ambiente e con l’uomo. La malattia è stata associata a una variante genetica che interessa i meccanismi di sviluppo e di funzionamento del sistema nervoso.
I segni clinici possono comparire nei primi mesi di vita e presentano un’intensità variabile tra i soggetti affetti.
Manifestazioni cliniche
Le principali alterazioni descritte comprendono:
- comportamento anomalo o imprevedibile;
- episodi di ipereccitabilità;
- ridotta capacità di adattamento agli stimoli ambientali;
- alterazioni dell’apprendimento;
- modificazioni dell’interazione sociale.
Poiché il comportamento è influenzato anche da fattori ambientali, educativi ed esperienziali, la presenza della variante genetica deve essere interpretata nel contesto della valutazione clinica complessiva.
Gene coinvolto
La malattia è associata a mutazioni del gene CDH2, che codifica per la N-caderina, una proteina coinvolta nell’adesione cellulare e nello sviluppo del sistema nervoso centrale.
La N-caderina svolge un ruolo fondamentale nella formazione delle connessioni neuronali e nella corretta organizzazione dei circuiti cerebrali durante lo sviluppo embrionale. Alterazioni di questa proteina possono influenzare il normale comportamento dell’animale.
Modalità di trasmissione
Autosomica recessiva.
I soggetti affetti ereditano due copie mutate del gene, una da ciascun genitore.
| Genotipo | Significato |
|---|---|
| N/N | Cane sano |
| N/Mut | Portatore sano |
| Mut/Mut | Cane affetto |
L’accoppiamento tra due portatori comporta, per ogni cucciolo:
- 25% di probabilità di essere affetto;
- 50% di probabilità di essere portatore sano;
- 25% di probabilità di essere geneticamente sano.
Razze coinvolte
La mutazione è stata descritta nel:
- Malinois Belga
Perché eseguire il test genetico
Il test genetico consente di identificare i soggetti portatori della variante associata alla malattia, rappresentando uno strumento utile per i programmi di selezione riproduttiva finalizzati a ridurre la diffusione della mutazione nella razza.
È importante ricordare che il comportamento è il risultato dell’interazione tra predisposizione genetica, ambiente, educazione ed esperienze di vita. Pertanto, il risultato del test deve essere interpretato come un supporto alla selezione genetica e non come un indicatore assoluto del comportamento futuro dell’animale.
Bibliografia
- Sarviaho R, Hakosalo O, Tiira K, et al. Two novel genomic regions associated with fearfulness in dogs overlap human neuropsychiatric loci. Translational Psychiatry. 2019.
- Jokinen T, et al. Genetic basis of canine behavioural traits and neurodevelopmental disorders. Genes. 2023.
- OMIA – Behavioral abnormalities (CDH2-related).